Cercate in Dio la vera felicita!

Mirate a cose grandi, crescete in santità: è l’esortazione di Benedetto XVI ai giovani del Regno Unito, rivolta stamani nella visita alla St. Mary’s University College nel quartiere londinese di Twickenham. L’incontro del Papa, dedicato al mondo dell’educazione, è stato trasmesso via Internet in tutte le scuole cattoliche britanniche.
Tanti i bambini che hanno potuto salutare il Papa di persona all’entrata del college, in un clima di grande gioia.
Nell’occasione della visita, a cui ha preso parte anche il ministro dell’Istruzione britannico, è stata inaugurata la Fondazione «Giovanni Paolo II» per lo Sport.
Il Papa ha inoltre benedetto una struttura sportiva che verrà utilizzata nelle Olimpiadi di Londra 2012.

Una festa per celebrare i giovani e l’educazione cattolica: è lo spirito che ha animato la visita di Benedetto XVI stamani alla St. Mary’s University a Twickenham.
Un evento nel quale il Papa ha ribadito la responsabilità delle scuole cattoliche verso i ragazzi loro affidati.
In una mattinata londinese piena di sole, il Papa è stato accolto con entusiasmo da 4 mila studenti riuniti nel campo sportivo del college.
Affetto contraccambiato dal Santo Padre che, nel suo discorso, preceduto da alcune testimonianze, ha esortato i giovani a puntare in alto nella loro vita:

«What God wants most of all for each one of you…»
«La cosa che Dio desidera maggiormente per ciascuno di voi – ha detto – è che diventiate santi.
Egli vi ama molto più di quanto voi possiate immaginare e desidera per voi il massimo», cioè «crescere in santità».
Quando si è giovani, ha proseguito, «si è soliti pensare a persone che stimiamo e ammiriamo, persone alle quali vorremmo assomigliare».
A volte, ha detto, «potrebbe essere qualcuno di famoso», giacché «viviamo in una cultura della celebrità ed i giovani sono spesso incoraggiati ad avere come modello figure del mondo dello sport o dello spettacolo».
Ma «quale tipo di persona vorreste davvero essere?», ha chiesto il Papa ai ragazzi ed ha aggiunto: «Quando vi invito a diventare santi, vi sto chiedendo di non accontentarvi di seconde scelte»:

«I am asking you not to pursue one limited goal…»
«Vi sto chiedendo – ha ribadito il Papa - di non perseguire un obiettivo limitato, ignorando tutti gli altri».
Avere soldi, ha detto, «rende possibile essere generosi e fare del bene nel mondo, ma, da solo, non è sufficiente a renderci felici».
Né basta avere successo nello sport o nel lavoro per essere felici. «La felicità – ha constatato – è qualcosa che tutti desideriamo, ma una delle grandi tragedie di questo mondo è che così tanti non riescono mai a trovarla, perché la cercano nei posti sbagliati.
La soluzione è molto semplice: la vera felicità va cercata in Dio».

«We need to have the courage to place our…»
«Abbiamo bisogno – ha affermato – del coraggio di porre le nostre speranze più profonde solo in Dio: non nel denaro, in una carriera, nel successo mondano, o nelle nostre relazioni con gli altri, ma in Dio.
Lui solo può soddisfare il bisogno più profondo del nostro cuore». Dio, ha aggiunto, ci invita a rispondere al suo amore, «desidera la vostra amicizia».
Un’amicizia che cambia la vita, che rende consapevoli quanto l’egoismo e l’avidità siano tendenze distruttive.
Incontrando Dio, ha proseguito, «incominciate a provare compassione per quanti sono in difficoltà e desiderate fare qualcosa per aiutarli».
Quando queste cose iniziano a starvi a cuore, ha soggiunto, «siete già pienamente incamminati sulla via della santità».
Quindi, soffermandosi sul percorso scolastico, ha invitato i giovani a ricordare sempre che ogni materia di studio si inserisce in un orizzonte più ampio:

«We need good historians and philosophers and economists…»
«Il mondo – è stata l’esortazione del Papa – ha bisogno di buoni storici, filosofi ed economisti».
Ha bisogno di buoni scienziati, ma una prospettiva scientifica diventa pericolosamente angusta, se ignora la dimensione etica e religiosa della vita, così come la religione diventa angusta, se rifiuta il legittimo contributo della scienza alla nostra comprensione del mondo».
Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che una scuola cattolica deve incoraggiare la conoscenza ed amicizia con Dio come anche l’amicizia con i membri di altre tradizioni religiose.  

 
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