Viviamo tempi di conversione

Flew, Allam, Vallejo-Nágera, Chiesa: i folgorati sulla via di Damasco del Terzo Millennio.
La scoperta della fede da parte di Pietro Barcellona, storico dirigente del Partito Comunista Italiano

di Antonio Gaspari

"Dove abbonda il peccato sovrabbonderà la grazia", ha scritto San Paolo, e mai citazione poteva essere più appropriata per descrivere i nostri tempi. A fronte di una parte della società che sembra decadere e morire, infatti, c'è un'altra parte che si rinnova e riprende vita. Se ne parla poco e pochi ci riflettono ma stiamo assistendo a un numero significativo di grandi conversioni.

Il professore britannico Antony Flew, fino a 80 anni noto come l'ateo più famoso al mondo, si è convertito al cattolicesimo ed ha pubblicato, anche in Italia, il libro Dio esiste.

La notizia della conversione e del battesimo dell'islamico Magdi Allam al cattolicesimo con il nome di Cristiano ha fatto il giro del mondo.

María Vallejo-Nágera, considerata tra le più importanti scrittrici spagnole ha annunciato la sua conversione alla religione cattolica dopo una visita a Medjugorje.

Guido Chiesa, regista del film Il partigiano Johnny e della serie tv Quo Vadis, Baby?, ha annunciato di aver abbandonato l'ateismo per diventare cattolico.
L'ultimo film del regista si intitola Io sono con te e racconta dell'adolescente di nome Maria, presentando una visione laica della Natività.

Negli Stati Uniti, l'associazione Catholics come home, (Cattolici tornate a casa) ha calcolato che sono almeno 200.000 gli atei e gli agnostici convertiti al cattolicesimo dal 1997.

Che non si tratti solo di una moda e che le conversioni siano vere, lo dimostra Pietro Barcellona.
Pietro Barcellona

Pietro Barcellona, membro autorevole del Partito Comunista Italiano, docente di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania. Già membro del Consiglio Superiore della Magistratura e in seguito deputato e membro della Commissione giustizia della Camera, Barcellona è autore di innumerevoli pubblicazioni.

Affascinato dalle idee di liberazione dell'ideologia comunista ne ha seguito le strade fino a diventare deputato e dirigente. Deluso, ha praticato il nichilismo, l'evoluzionismo ed il relativismo finché non ha ritrovato Gesù Cristo in un incontro appassionato e commovente.

Per raccontare la sua storia e soprattutto per comunicare le ragioni di questo innamoramento, il prof. Pietro Barcellona ha pubblicato il libro Incontro con Gesù (Edizioni Marietti).

"Ripercorrendo gli strati della mia vita in questo Incontro con Gesù - ha scritto - ho vissuto un'esperienza che non può trovare risposte né sul terreno della filosofia speculativa, né su quello della teologia e della mistica, poiché la domanda su chi sia Gesù non è mai pienamente colmabile".

Barcellona si ritiene ancora un "materialista" nel senso di aver bisogno del contatto umano e carnale con la conoscenza, e spiega: "Quello che mi interessa, mi inquieta e mi ha condotto a queste riflessioni attuali è la figura concreta di Gesù: un Uomo che è Figlio di Dio. Mi sembra la assoluta novità del Cristianesimo, anche perché Gesù Cristo non si può pensare come dottrina e quindi come una teoria.
Cristo non è una teoria. È un'incarnazione. E se è un'incarnazione non può non essere una presenza. La teoria può essere stampata e trasmessa, la presenza deve essere percepita".

In diversi articoli e interviste l'autore ha raccontato di come è rimasto deluso dall'ideologia comunista. Dopo la caduta del muro di Berlino, Barcellona racconta che "crollato il Muro sono crollato pure io. Con la fine del PCI mi è venuta una depressione grave e sono andato in analisi per questa ragione. Ma in realtà il motivo per cui io mi sono ammalato è stata la disgregazione umana dei gruppi con cui io ero abituato a vivere".

"Avevo lavorato per molti anni a Roma con Ingrao al Centro per la Riforma dello Stato, dirigevo una rivista e avevo una relazione di amicizia con molti degli intellettuali italiani che oggi sono sulle pagine dei giornali e che parlano ai festival. Con questi avevo ritenuto di avere un rapporto di grande amicizia. Purtroppo questa specie di rottura determinò una aggressività e un attacco reciproco inaudito che mi lasciò improvvisamente nudo.
Mi sono visto scomparire e rispuntare su altri fronti amici con cui condividevo idee. Questa cosa mi produsse un grande dolore personale".

Dopo la rottura con il PCI, il prof. Barcellona si è confrontato con quelli che ha indicato come mostri: "Nichilismo, evoluzionismo e relativismo" che "conducono tutti allo stesso risultato: la vita non vale niente, è un puro funzionale equivalente a qualsiasi altro fattore che si inserisca nella catena evolutiva ai fini della riproduzione della vita materiale".

"Ho avuto il terrore – ha confessato Barcellona – che si diffondesse nel senso comune l'idea che tutto vale nulla, l'impossibilità di dare valore alle cose" ed ancora "del nichilismo temo questo risvolto pratico che si traduce in indifferenza e apatia. E condanna i giovani a una passività senza speranza".

Il prof. Barcellona ha concluso affermando che "la storia umana non può essere 'salvata' senza che il divino innervi intimamente le vicende terrene degli uomini e delle donne in carne ed ossa."
Ecco perchè sono stato affettivamente colpito dal Vangelo di Gesù Cristo. La nascita di Cristo è, infatti, una rottura epocale rispetto al tradizionale modo di vedere il rapporto tra divino e umano: il Verbo incarnato, figlio dell'uomo e figlio di Dio, nato da donna, con una maternità affettiva, rappresenta una novità assoluta nel grande dramma della storia umana.

 
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