Pregi e difetti di Internet secondo il successore di Pietro

«In Rete giovani a rischio solitudine, una sfida per la Chiesa
comunicare la Fede in quest'epoca tecnologica e globalizzata»


CITTA' DEL VATICANO:
Sempre in contatto, sempre aggiornati, con Facebook, SMS, I-phon e I-pod.
Ma quanto veramente in relazione, quali vere amicizie, quale reale comunicazione? Giovani e Internet è binomio dalle tante potenzialità ma anche dai molti rischi, soprattutto, osserva Benedetto XVI, lo ''spaesamento'' e la ''solitudine''.
Il Papa ha espresso la sua preoccupazione per i ragazzi nell'era della comunicazione digitale, nel discorso ai partecipanti alla assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la cultura, dedicata quest'anno a ''Cultura della comunicazione e nuovi linguaggi''.
Ratzinger ha ribadito il valore, anche nella ''odierna cultura tecnologica'', dei ''simboli, immagini, riti, gesti'' della tradizione cristiana.
Infine un monito per la Chiesa: cerchi pure nuovi linguaggi per comunicare la fede ai lontani, ma non dimentichi che ciò che conta alla fine è solo l'amore e l'esempio di una vita cristiana.
''Non pochi giovani - ha dunque osservato il Pontefice -, storditi dalle infinite possibilità offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanità, ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento''.
Spaesamento e solitudine dei ragazzi rimandano alla ''emergenza educativa'' che preoccupa la Chiesa, ''una sfida - ha auspicato Benedetto XVI - a cui si può e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacità di valutazione e di discernimento''.
grave; inoltre una ''incapacità' del linguaggio di comunicare il senso profondo e la bellezza della esperienza di fede'', un elemento che ''può contribuire alla indifferenza di tanti, soprattutto giovani''.
Anche nell'odierna cultura tecnologica, - ha rimarcato Benedetto XVI - è il paradigma permanente dell'inculturazione del Vangelo a fare da guida, purificando, sanando ed elevando gli elementi migliori dei nuovi linguaggi e delle nuove forme di comunicazione.
Per questo compito, difficile e affascinante, la Chiesa può attingere allo straordinario patrimonio di simboli, immagini, riti e gesti della sua tradizione''.
Anche la ''liturgia'', ha rammentato, è comunicazione, linguaggio di fede, e collegata al linguaggio dell'arte, la cui bellezza ha una sua particolare forza comunicativa''.
Ma alla fine, più dell'arte, può l'amore espresso da una vita cristiana: ''Solo l'amore è degno di fede e risulta credibile'' e ''abbiamo bisogno di uomini e donne che parlino con la loro vita, che sappiano comunicare il Vangelo, con chiarezza e coraggio, con la trasparenza delle azioni, con la passione gioiosa della carità''.
''I problemi - ha quindi rilevato il Papa - sembrano talora aumentare quando la Chiesa si rivolge agli uomini e alle donne lontani o indifferenti ad una esperienza di fede, ai quali il messaggio evangelico giunge in maniera poco efficace e coinvolgente'.

 
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