Sant'Antonio Abate titolo

SANT'ANTONIO ABATE:

AL ROGO LE ARMI-GIOCATTOLO

DEI BIMBI

Tortolì, la scelta di don Giorgio per fare guerra alla guerra

Domenica 20 gennaio 2008, Don Giorgio Cabras, parroco a Tortolì,
ha proposto ai bimbi di mettere al rogo le armi giocattolo.


TORTOLÌ Bruciano nella notte le armi giocattolo dei bambini di Tortolì.
Bruciano crepitando nella grande torre di legno accatastata sul sagrato della chiesa di San Giorgio.
Un gesto liberatorio quello del falò di San'Antonio abate, mutuato da antichi rituali della tradizione agricola, che in questo caso va aldilà del semplice festeggiamento in onore del santo eremita.
Un gesto forte, più efficace di tante parole, quello voluto dal parroco don Giorgio Cabras che ha dichiarato guerra alla guerra.
Quarantadue anni, nato a Baunei, allievo del seminario di Lanusei e della scuola salesiana, ha sempre invitato i fedeli a scambiarsi un segno di pace al di là delle formalità. Nella sua parrocchia assiste poveri e diseredati, ha creato campi scuola che uniscono tanti bambini, la chiesa di San Giorgio è sempre viva, militante.
Don Giorgio predica amore e concordia.
E anche se le armi che sta mettendo al rogo sono giocattolo, rappresentano in ogni caso per lui (e molti altri) il simbolo della violenza.
Anche ieri nella piazza della chiesa si è celebrato lo stesso rituale che si ripete da cinque anni, da quando cioè la parrocchia di Stella Maris ha aderito alla campagna internazionale di disarmo dei bambini soldato inaugurata in Italia dal religioso salesiano don Silvio Mantelli, in arte mago Sales.
Al pomeriggio la raccolta di fucili, pistole e mitragliette, a volte tanto perfette nei particolari da sembrare vere.
Al posto delle riproduzioni degli strumenti di morte, nelle mani dei bambini della parrocchia sono comparsi, come per incanto, altri giochi.
«Sono sempre più numerosi i bambini che decidono di consegnare le loro armi giocattolo», racconta il sacerdote originario di Baunei mentre, indaffarato come non mai, mette a punto i dettagli della festa.
Ma è alla sera, poco dopo l'imbrunire, quando si accende il grande fuoco che distrugge i simboli di morte e rischiara l'oscurità, che si celebra il vero inno alla pace.
Le armi giocattolo buttate nel fuoco saranno, alla fine, pochissime. «Non sto a contarle: è il gesto che conta - spiega il sacerdote - anche perché i festeggiamenti in onore di sant'Antonio, protettore degli animali, non possono che essere ambientalisti».
Un rito in chiave pacifista e ambientalista appunto che non rinuncia alla benedizione degli animali e dei loro proprietari.
All'appello, sempre nel pomeriggio, non manca proprio nessuno: cani, canarini, gatti, cavalli, pesciolini rossi persino qualche capretta ed un maialino: in ordine sparso ricevono la benedizione impartita dal parroco alla piccola arca di Noè.
Non si rinuncia neanche alla benedizione del pane per arrivare, dopo il gran fuoco liberatore che scaccia il male, al momento più gioioso.
E come vuole la tradizione c'è spazio solo per i balli e per i canti con un finale a sorpresa: oltre trecento palloncini colorati che volano nel cielo di Tortolì.
Il falò di sant'Antonio in questa piccola parrocchia del centro ogliastrino non è un appuntamento isolato ma è una delle tante iniziative che si accompagnano all'intensa attività pastorale, alle mille iniziative di solidarietà volute dal sacerdote e dai suoi collaboratori.
Dai campi estivi, punto di riferimento per i tanti bambini che durante le vacanze possono impegnarsi in attività ricreative, alle raccolte di fondi per i bambini africani della Costa d'Avorio, testimonianze concrete di solidarietà.
Il ponte con il continente africano accentua la consapevolezza di quanto sia devastante la violenza. In tante altre parti del mondo le armi impugnate da mani innocenti sono terribilmente vere e vengono usate per combattere le guerre degli adulti.
«Ho visto con i miei occhi i bambini soldato della Costa d'Avorio - racconta il parroco - una realtà terribile che non deve essere dimenticata.
Anche per questo è importante che il percorso di educazione alla pace ed alla solidarietà dei nostri bambini trovi sempre nuovi spunti.
Il messaggio che vorremmo lanciare è quello di rinunciare in ogni modo alla violenza, anche quando questa è simulata».
Una lezione che i bambini della parrocchia dimostrano di aver imparato per bene se, anno dopo anno, decidono di liberarsi di tutte quelle armi finte e di affidare a poesie disegni le loro riflessioni sulla loro voglia di pace e serenità.
Anche ieri pistole col tappo rosso e fuciletti sono finiti al rogo, per volontà del parroco e dei bambini.
Che da grandi avranno già imparato a fare l'amore e non la guerra.

GIUSY FERRELI
al rogo le armi giocattolo
Don Giorgio Cabras
al rogo le armi giocattolo
falò di San'Antonio abate
Festa di Sant'Antonio Abate
Sant'Antonio Abate, il falò

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